La nuova stagione del mercato immobiliare è sostenuta dalla diversificazione della domanda abitativa e da un diverso modo di intendere la casa: il microliving, una tendenza che sembra destinata a crescere.

Attualmente, le micro-case sono tra le asset class più richieste nel residenziale alternativo. Meno metri quadrati, ma dotati di ogni comfort e progettati sapientemente per soddisfare al meglio le esigenze dei clienti.

Nelle grandi città cresce l’esigenza di trovare spazi sempre più ristretti, specie nelle zone centrali, dove coniugare design e buon gusto. Infatti, le tipologie abitative più richieste di questi ultimi tempi risultano essere i monolocali e i bilocali. A Milano la più richiesta è il bilocale, che raccoglie il 44,9% delle preferenze contro una media delle grandi città del 23,5%.

Il microliving è il nuovo paradigma che trasforma l’abitazione in una casa fatta di aree funzionali, con pareti mobili in grado di ricreare ambienti che mutano nell’arco della giornata e arredi che si trasformano per ampliare, moltiplicare e nascondere gli spazi, ottenendo il massimo comfort con il minimo spazio. Si tratta quindi di un’ottimizzazione degli spazi, che prevede la riduzione delle dimensioni ma, allo stesso tempo, la massimizzazione della qualità in modo da sfruttarne al massimo il potenziale.

Questo nuovo modello di abitazione, ormai molto diffuso anche in Italia, nasce dall’esigenza di dare una risposta ai nuovi stili di vita e alle recenti trasformazioni urbane. Le forme abitative, infatti, rispecchiano la situazione sociale e culturale di un’intera società, e si adeguano gradualmente alle esigenze degli individui. Si sta via via delineando un nuovo tipo di abitante che viene definito “smart”, che chiede nuove esperienze e nuovi prodotti con diversi valori d’uso. Tipico delle aree metropolitane, l’abitante “smart” richiede spazi privati sempre più piccoli ma dotati di ogni comfort e progettati nei minimi dettagli per non rinunciare alla qualità e allo stile.